IFOM Giuseppe della Porta presidente IFOM

Giuseppe della Porta

Presidente Onorario IFOM

Nato a Milano il 2 aprile 1926, Giuseppe Della Porta si è laureato in Medicina e Chirurgia all'Università degli Studi di Milano.

Dopo aver iniziato il suo percorso di ricerca all'ateneo Milanese, Della Porta prosegue la sua carriera scientifica alla Chicago Medical School (USA), dove la Ricerca Oncologica ha visto gli albori negli anni '50. Tornato in Italia contribuisce all'inizio degli anni '60 all'avvio della Divisione di Oncologia Sperimentale all'Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori di Milano, dove assume la carica di Direttore della nuova divisione.

Nel 1965 fonda insieme a Umberto Veronesi l'Associazione per la Ricerca sul Cancro (AIRC), di cui è ancora oggi Vicepresidente. Dopo pochi anni, nel 1977, fonda sempre con Veronesi la Fondazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (FIRC), di cui è sempre Vicepresidente. Negli anni '90 Contribuisce a fondare l'Istituto Europeo di Oncologia (IEO), di cui diventa Direttore Scientifico e poi, dal 1994 al 2011, Coordinatore per la Ricerca.

Nel 1998 avvia con la FIRC un nuovo progetto: la creazione dell'Istituto FIRC di Oncologia Molecolare, dedicato a svolgere ricerca di base ad alta tecnologia in stretta collaborazione con l'INT, lo IEO, il San Raffaele, l'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, l'Università degli studi di Milano. Di IFOM il professor Della Porta è stato Presidente per vent?anni, dal 1998 al 2018, per poi assumere la carica di Presidente Onorario.

Tra le altre cariche che ha rivestito, Giuseppe Della Porta è stato Membro del Consiglio di Amministrazione dell'Istituto Superiore di Sanità (Roma) e del Comitato Scientifico dell'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (Lione).

È autore di oltre 180 pubblicazioni sui diversi aspetti dell'oncologia sperimentale compresi studi sulla cancerogenesi chimica, leucemogenesi virale, immunologia e biologia molecolare di tumori sperimentali ed umani. Nel 2012 Il Comune di Milano gli ha attribuito la civica benemerenza "Ambrogino d'Oro", massimo riconoscimento della città di Milano, per il suo impegno nella Ricerca e per le sue straordinarie capacità.

Il 7 dicembre 2012 il Comune di Milano ha attribuito al  Professor Giuseppe Della Porta l'Ambrogino d'Oro, la più prestigiosa benemerenza della Città, per il suo impegno nella Ricerca e per le sue straordinarie capacità. 

Il professor Della Porta risponde in quest'occasione a una breve intervista.

Professore, lei è nato a Milano, ha studiato a Milano, ha fatto carriera negli Stati Uniti per poi  tornare a Milano dove, oltre a proseguire il suo percorso di ricerca oncologica ha fondato delle realtà importanti a livello nazionale e internazionale, ma con sede a Milano: AIRC, FIRC e IFOM. Che rapporto ha con Milano?

Molto buono. Milano, in paragone con le grandi metropoli mondiali, che raggiungono e superano I 10 milioni di abitanti, è una città relativamente piccola, umana, ma molto importante per tecnologia, industrie e cultura. Basti pensare alle molteplici sedi univesritarie che offrono buoni rapporti con idee e facilitano l'acquisizione di mezzi tecnologici e i rapporti di collaborazione con la ricerca scientifica anche in Milano ha uno sviluppo molto elevato. 

"Dal bancone del laboratorio al letto del paziente" è lo slogan che identifica idealmente il progresso della ricerca scientifica. Le pietre miliari della sua carriera segnano un percorso controcorrente: La ricerca di base è un punto di partenza o un punto di arrivo?

Non mi ha mai convinto la separazione fra ricerca di base e quella applicata. La 'buona' ricerca penso debba includere I due aspetti. Certamente la biologia molecolare è nata da scoperte che possiamo chiamare di base che hanno avuto bisogno di decenni di studio per condizionare uno sviluppo applicativo che trova esempi paradigmatici nella ricerca oncologica con risultati diagnostici e teraputici che riteniamo possano essere raggiunti in un prossimo futuro.

Ha dei nipoti adolescenti. Consiglierebbe loro di studiare materie scientifiche? li spingerebbe a studiare a Milano o all'estero?

Ai miei quattro nipoti che hanno dai 10 ai 16 anni consiglio le scuole pubbliche italiane che sono ben formative sia per le scienze umanistiche che per quelle tecniche. Poi, dopo averle completate anche a livello universitario, un lungo periodo di qualche anno all'estero per acquisire esperienze di lavoro più ampie e globali.

C'è una sua caratteristica che evidenziano i suoi collaboratori: durante un confronto o un meeting pone sempre una domanda a sorpresa, una domanda inaspettata che spiazza gli interlocutori…. In che modo questa sua caratteristica si collega al suo essere ricercatore?

La curiosità di cose nuove è parte intrinseca della ricerca scientifica. Bisogna mettere nomi e colori sulle 'carte geografiche' della storia umana, che sono ancora rappresentate da un grigio desertico.

E per il futuro cosa si immagina?

Il mio attuale impegno su base volontaristica come presidente di IFOM continua e concluderà la mia attività, volta a promuovere la ricerca biologica in Italia, favorendo l'inserimento di giovani nuovi ricercatori in strutture di laboratorio bena attrezzate e con caratteristiche internazionali.

Rassegna stampa

Della Porta e la battaglia anticonformista contro il cancro
La Repubblica - Ed. Milano
2012.12.05 | Umberto Veronesi
La ricerca sui geni ha centrato il bersaglio
Quotidiano Nazionale
2012.12.17
La lotta al cancro e un'idea: ricercatore e paziente non fanno mai due, ma tre
Il Giorno - Milano
2012.12.05
Premio a Della Porta, alfiere della ricerca sul cancro
Corriere della Sera - Milano
2012.12.06