IFOM Francesco Ferrari

Francesco Ferrari

La carriera di Francesco Ferrari, responsabile del laboratorio di genomica computazionale di IFOM, è iniziata con una laurea in Biotecnologie Mediche presso l'Università di Modena e Reggio Emilia. Due anni prima di ottenere il titolo, Ferrari aveva già iniziato a frequentare il laboratorio responsabile della facility di microarray dell'università, guidato da Enrico Tagliafico, dove ha svolto analisi trascrizionali su pazienti affetti da melanoma.

Dal 2005 ha iniziato, nella stessa Università e sotto la guida del prof. Sergio Ferrari, un dottorato in Biotecnologie e Medicina Molecolare. Nonostante la sua attività inizialmente prevedesse anche esperimenti di classica biologia cellulare e molecolare, la bioinformatica è sempre stata uno dei principali interessi di Ferrari, che ha progressivamente spostato il suo lavoro in questa direzione.

Nel 2007, grazie ad una borsa di studio del programma "Sergio Lombroso", Ferrari ha potuto spendere un periodo come visiting student in Israele presso il Weizmann Institute, prestigioso centro internazionale fortemente orientato verso la ricerca interdisciplinare. Inoltre, negli anni del dottorato Ferrari ha potuto consolidare le proprie competenze in ambito bioinformatico grazie alla collaborazione con Stefania Bortoluzzi e Silvio Bicciato dell'Università di Padova, con i quali ha successivamente intrapreso un postdoc nel 2008. Durante questa esperienza, la prima come ricercatore esclusivamente computazionale, Ferrari ha trascorso due mesi in Olanda presso il Leiden Medical Center, allora particolarmente avanzato nel campo della genomica.

In quegli anni s'iniziava a comprendere come i principali processi di regolazione della trascrizione, argomento su cui Ferrari si era fino a quel momento concentrato, dipendessero in misura importante da meccanismi epigenetici. Per questo motivo, a partire dal 2010, Ferrari ha deciso di iniziare un postdoc presso la Harvard Medical School nel gruppo di Peter J. Park, professore impegnato in importanti progetti di ricerca computazionale in ambito epigenomico. Il governo americano aveva in quel periodo messo a disposizione ingenti finanziamenti per consentire l'avvio di vasti programmi di ricerca come ENCODE e The Cancer Genome Atlas. Il laboratorio di Park faceva parte del consorzio ENCODE, e più precisamente di modENCODE, dedicato alla raccolta e analisi sistematica di dati trascrittomici ed epigenetici a partire da organismi modello (Drosophila melanogaster e Caenorhabditis elegans).

In questo contesto Ferrari lavorava soprattutto allo studio delle modifiche epigenetiche che portano al reprogramming di cellule somatiche a cellule pluripotenti. E' l'ambito di ricerca che ha portato Shinya Yamanaka e John Gurdon a vincere il Nobel per la Medicina proprio in quegli anni, per la messa a punto di una procedura in grado di modificare l'assetto epigenetico di una cellula adulta cambiandone l'identità e facendola regredire ad una condizione simile a quella embrionale. L'attività di Ferrari si è avvalsa di collaborazioni con diversi gruppi della stessa università impegnati in questi campi, tra cui Konrad Hochedlinger, George Q. Daley e Mitzi Kuroda.

Nel 2015 Ferrari ha deciso di cercare nuove opportunità in Europa, e ha scelto di aprire un suo laboratorio in IFOM attirato dall'ambiente scientifico di profilo internazionale, dalla forte volontà dell'istituto di espandersi in ambito genomico e conseguentemente di potenziare l'infrastruttura computazionale, e dalla presenza in IFOM e negli istituti attigui di tanti gruppi di ricerca (sia molecolari che computazionali) con interessi compatibili con cui stabilire future sinergie.