IFOM

IFOM per il paziente

Come la ricerca di IFOM si avvicina al paziente: gli studi clinici

Le idee e le scoperte diventano in IFOM studi clinici, fondamentali per valutare l’efficacia e la sicurezza di nuovi trattamenti medici prima di adottarli nei protocolli terapeutici. Convogliare la conoscenza scientifica in questi studi completa la missione di IFOM, permettendo di offrire soluzioni concrete per migliorare la vita dei pazienti nella lotta contro il cancro. IFOM ha ampliato negli anni i propri orizzonti di indagine, avviando numerosi studi clinici in collaborazione con università, centri di ricerca e istituti clinici nazionali e internazionali.

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Dati aggiornati al 2025

Dal 2016 al 2025 IFOM ha partecipato a 17 studi clinici che hanno coinvolto quasi 9.400 pazienti. La maggior parte di questi pazienti ha preso parte a ricerche su tre tipi di tumore particolarmente diffusi: il cancro al colon-retto, il tumore alla mammella e il linfoma.

Solo nel 2025 IFOM ha partecipato a 14 studi clinici di cui 7 promossi direttamente dall’Istituto, di cui 5 hanno quale distretto d’indagine il colon (Arethusa, Pegasus, Alfaomega, Alfaomega-R, Sagittarius) e 2 la mammella (Metamech, Atribrave)

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Dati aggiornati al 2025

Gli studi clinici di IFOM si suddividono in:

  • 6 studi di carattere osservazionale, che analizzano i risultati e raccolgono dati dei pazienti, senza intervenire direttamente;
  • 8 studi interventistici, che prevedono l’applicazione di nuovi trattamenti o farmaci ai pazienti per valutarne l’efficacia e la sicurezza, attraverso il coinvolgimento di un ampio gruppo di pazienti.

Gli studi che prevedono un arruolamento variabile di oltre 100 pazienti sono denominati di fase II. Lo studio Sagittarius, avviato nel 2024 con il coordinamento di IFOM e la collaborazione di Fondazione AIRC e finanziato da Horizon Europe, è di fase III, poiché prevede un arruolamento di circa 900 pazienti.

2024

Finanziato dal programma Horizon Europe e avviato nel 2024, Sagittarius è coordinato dalla Dott.ssa Silvia Marsoni, coinvolgendo 7 partner europei, incluso AIRC, e 26 centri clinici in Italia, Spagna e Germania. Studio randomizzato di fase III che arruolerà 700-900 pazienti con tumore del colon stadio II ad alto rischio e III resecato chirurgicamente, Sagittarius mira a personalizzare la terapia mediante biopsia liquida post-chirurgica. I pazienti positivi alla biopsia liquida ricevono terapie mirate basate sul profilo molecolare tumorale (immunoterapia, terapie targeted o chemioterapia specifica) versus standard. I pazienti negativi sono randomizzati tra sorveglianza attiva intensiva con biopsia liquida versus chemioterapia adiuvante standard, ottimizzando efficacia terapeutica e qualità di vita. Al 2025, 337 pazienti sono stati arruolati nello studio dai vari partners clinici afferenti in Italia e all’estero.

Partners: AUSL della Romagna, Ospedale Maggiore della Carità, Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, Istituto di Candiolo, Policlinico Universitario Fondazione Agostino Gemelli, Ospedale Policlinico San Martino, Ospedale Santa Maria della Misericordia, ASL Biella, Fondazione Poliambulanza Istituto Ospedaliero, Istituto Clinico Humanitas, Istituto Europeo di Oncologia, A.O.U. Parma, University Hospital del Mar, Vall d’Hebron Institute of Oncology, INCLIVA Biomedical Research Institute, Catalan Institute of Oncology Hospitalet, Consortium General University Hospital of Valencia, Marqués de Valdecilla University Hospital, Sant Pau Hospital, Reina Sofia University Hospital, Miguel Servet University Hospital, Santiago Clinic University Hospital, San Carlos Clinic University Hospital, Navarra Hospital Complex, Parc Taulì University Hospital, Charitè University Hospital.

2023

Studio avviato nel 2023 nell’ambito di un Progetto del 5x1000 di Fondazione AIRC e coordinato dalla Dott.ssa Marsoni, ATRIBRAVE è stato ideato e disegnato in base ad evidenze pre-cliniche generate dal gruppo IFOM diretto da Marco Foiani. Si tratta di uno studio clinico di tipo interventistico di fase II che ha come obiettivo primario valutare l'efficacia di una strategia terapeutica volta a ripristinare la sensibilità all’immunoterapia tramite l’uso di un inibitore della proteina ATR (ceralasertib) in pazienti affette da carcinoma della mammella triplo negativo localmente avanzato o metastatico non operabile chirurgicamente precedentemente esposti a immunoterapia nel setting iniziale. Al 2025, 24 dei 37 pazienti previsti dallo studio sono stati arruolati e trattati secondo protocollo clinico.

Partners: Istituto Oncologico Veneto, Istituto Nazionale dei Tumori, Ospedale Maggiore della Carità,Arcispedale Santa Maria Nuova – AUSL Reggio Emilia, Istituto Nazionale dei Tumori “G. Pascale”, ASST Papa Giovanni XXIII.

2020

Studio avviato nel 2020 nell’ambito di un Progetto del 5x1000 di Fondazione AIRC e coordinato dalla Dott.ssa Marsoni, è uno studio di tipo osservazionale retrospettivo, controparte retrospettiva di ALFAOMEGA, che ha come scopo quello di aver accesso per scopi di ricerca ai dati clinici, immagini radiologiche e campioni biologici di pazienti con tumore al colon-retto che non possono essere raggiunti per la firma del consenso (pazienti deceduti o persi al follow-up). Su questo protocollo si basano principalmente studi di validazione e discovery di nuovi marcatori prognostici e predittivi in progetti di Radiomica e/o di Digital Pathology (Patomica). Al 2025, oltre 1600 pazienti sono stati inclusi nello studio dai vari partners clinici afferenti in Italia e all’estero.

Partners: Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, Istituto Nazionale dei Tumori, Istituto Oncologico Veneto, Ospedale Policlinico San Martino,Istituto di Candiolo, A.O Ordine Mauriziano, Ospedale San Luigi Gonzaga, A.O.U. Pisana, Istituto Clinico Humanitas.

Studio avviato nel 2020 nell'ambito di un progetto del 5x1000 di Fondazione AIRC e coordinato dalla Dott.ssa Marsoni, è uno studio di tipo osservazionale nell'ambito del tumore al seno che analizza il ruolo della meccanobiologia nell'aggressività di questo tumore, al fine di ridurre la probabilità di recidiva e aumentare la sopravvivenza delle pazienti. La meccanobiologia è una disciplina che si prefigge di comprendere come le cellule e i tessuti rispondano alle stimolazioni meccaniche dell'ambiente circostante. Al 2025, oltre 800 pazienti sono stati arruolati nello studio dai vari partners clinici afferenti.

Partners: ASST Papa Giovanni XXIII, Istituto Nazionale dei Tumori, Istituto Neurologico Besta, Azienda Ospedaliero Universitaria Maggiore della Carità di Novara, IOV, Policlinico San Matteo Pavia, IFO - Istituto Nazionale Tumori Regina Elena, Istituto Clinico Humanitas.

Studio avviato nel 2020 nell'ambito di un progetto 5x1000 di Fondazione AIRC e coordinato dalla Dott.ssa Marsoni, è uno studio clinico interventistico di fase II, disegnato al fine di dimostrare la fattibilità di usare la biopsia liquida per guidare il percorso clinico post-chirurgico dei pazienti affetti da cancro del colon di stadio II ad alto rischio o stadio III. Alcuni pazienti trattati chirurgicamente sviluppano micrometastasi non rilevabili, per cui la maggior parte di essi riceve chemioterapia adiuvante, sebbene circa la metà non ne avrebbe bisogno. Grazie alla biopsia liquida, che permette di rilevare il DNA tumorale circolante nel sangue, è possibile individuare micrometastasi, predire recidive metastatiche e guidare terapie più efficaci. I risultati finali dello studio sono stati presentati all’ESMO Congress 2025 a Berlino (Ottobre 2025, Abstract 7230, Marsoni et al.).

Partners: Ospedale Policlinico San Martino, Istituto Nazionale dei Tumori, IEO, Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, IOV, Ospedale Santa Maria della Misericordia, AUSL della Romagna, University Hospital del Mar, Vall d'Hebron Institute of Oncology, INCLIVA Biomedical Research Institute, Hospital de Sant Joan Despí Moisès Broggi.

2019

Studio avviato nel 2019 nell’ambito di un Progetto del 5x1000 di Fondazione AIRC e coordinato dalla Dott.ssa Marsoni, è uno studio di tipo osservazionale prospettico nell’ambito del tumore al colon-retto che supporta i laboratori traslazionali nello studio dei principi che governano il processo evolutivo delle metastasi, in termini genetici e funzionali, attraverso la raccolta in maniera longitudinale di dati clinici e campioni biologici di pazienti. Al 2025, oltre 1800 pazienti sono stati arruolati nello studio dai vari partners clinici afferenti in Italia e all’estero.

Partners: Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, Istituto Nazionale dei Tumori, Istituto Oncologico Veneto, Istituto Europeo di Oncologia, Ospedale Policlinico San Martino, Istituto di Candiolo, A.O Ordine Mauriziano, Ospedale San Luigi Gonzaga, Ospedale Santa Maria della Misericordia, AUSL della Romagna, A.O.U. Pisana, ASL Biella, A.O.U. Luigi Vanvitelli, Istituto Clinico Humanitas, University Hospital del Mar, Vall d’Hebron Institute of Oncology, INCLIVA Biomedical Research Institute, Hospital de Sant Joan Despí Moisès Broggi.

Studio avviato nel 2019 grazie al supporto di MSD e coordinato dalla Dott.ssa Marsoni, è uno studio clinico di tipo interventistico di fase II volto a studiare se un aumento del carico mutazionale indotto dal trattamento con agente alchilante (temozolomide) possa sensibilizzare il tumore al trattamento con gli inibitori del checkpoint immunitario (pembrolizumab) in pazienti affetti da tumore al colon retto metastatico con stabilità dei microsatelliti e RAS mutati, un tumore molto aggressivo con poche opzioni terapeutiche. Lo studio, ideato e disegnato in base ad evidenze pre-cliniche generate dal gruppo IFOM condotto da Alberto Bardelli, prevede anche una coorte di pazienti con instabilità dei microsatelliti che vengono trattati direttamente con pembrolizumab. Lo studio, concluso a Dicembre 2025, ha visto il trattamento con temozolomide in 72 pazienti, identificati molecolarmente idonei al trattamento con agenti alchilanti da una coorte di oltre 700 pazienti, per valutarne 22 risultati elegibili al trattamento con pembrolizumab a seguito del trattamento con temozolomide.

Lo studio, concluso a Dicembre 2025, partendo da una coorte di oltre 700 partecipanti per la valutazione molecolare di eligibilità al trattamento con agenti alchilanti, ha visto il trattamento di 72 pazienti con temozolomide per valutare 22 pazienti risultati elegibili al trattamento con pembrolizumab a seguito del trattamento con temozolomide.

Lo studio, concluso a Dicembre 2025, ha visto il trattamento con temozolomide di 72 pazienti, identificati da una coorte di oltre 700 pazienti arruolati per la valutazione molecolare di eligibilità al trattamento con agenti alchilanti. Di questi, 22 pazienti, sono risultati elegibili al trattamento con inibitori del checkpoint immunitario a seguito del trattamento con temozolomide e trattati con pembrolizumab.

Partners: Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, Istituto Nazionale dei Tumori, Istituto Clinico Humanitas, Istituto Europeo di Oncologia.

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