I modelli in vitro sono strumenti fondamentali per la ricerca oncologica, in quanto offrono sistemi controllati per studiare i meccanismi molecolari alla base dello sviluppo, della progressione del cancro e della risposta alle terapie. Le linee cellulari immortalizzate, capaci di proliferare indefinitamente, e gli organoidi derivati da tessuti tumorali permettono ai ricercatori di approfondire l’insorgenza della malattia, testare nuovi trattamenti e analizzare i fenomeni di resistenza farmacologica.
La Core Facility di Modelli Cellulari e Preclinici fornisce l’infrastruttura e le competenze necessarie per sviluppare e mantenere questi modelli in condizioni strettamente controllate. La riproducibilità dei risultati è un elemento essenziale, così come l’applicazione di rigorose misure di sicurezza, soprattutto quando si utilizzano virus per modificare geneticamente le cellule.
Attraverso il supporto alla creazione e all’impiego di modelli cellulari e preclinici avanzati, la facility riveste un ruolo cruciale nel progresso della ricerca sul cancro e nello sviluppo di terapie innovative.
La Core Facility di Cellular and Preclinical Models offre corsi introduttivi personalizzati per giovani studenti, che combinano formazione teorica e pratica. Questi corsi sono fondamentali per fornire ai ricercatori le competenze necessarie per utilizzare efficacemente le risorse e le metodologie della facility.
Dal punto di vista infrastrutturale, la facility dispone di numerosi spazi dedicati, tra cui sette stanze di coltura cellulare di livello di biosicurezza 1 (BSL-1) e quattro di livello 2 (BSL-2), garantendo la manipolazione sicura delle cellule in conformità agli standard di biosicurezza.
Per accedere a questi spazi, i nuovi utenti devono completare un corso introduttivo, superare una verifica delle competenze e accettare formalmente tutte le procedure operative previste.
Dal 2021 la Facility supporta i ricercatori nella:
Ogni stanza dedicata alla coltura cellulare è dotata di 8-10 postazioni con cappe, 10-12 incubatori e può ospitare circa 20 ricercatori. Per la manipolazione di sostanze pericolose sono disponibili cappe citotossiche dedicate. Sono inoltre presenti aree di quarantena (cappe e incubatori) per le linee cellulari di nuova acquisizione e per materiale primario appena isolato. Per supportare un'ampia gamma di applicazioni nella coltura cellulare — dal conteggio di routine all’analisi in time-lapse e alla manipolazione cellulare avanzata — la Cellular and Preclinical Models Core Facility è dotata di strumenti all’avanguardia. Questa configurazione avanzata garantisce condizioni precise e riproducibili per la ricerca d’avanguardia in biologia del cancro e oltre.
In base alle Core Facilities Guidelines, qualora i servizi di una Facility siano stati utilizzati in un lavoro descritto in una pubblicazione, la Facility deve essere citata nei ringraziamenti, indicando sia il nome della Facility sia il relativo Research Resource Identifier (RRID).
Esempio di ringraziamento:
Il lavoro descritto è stato supportato dalla IFOM Modelli cellulari e preclinici Core Facility (RRID: SCR_026864).
Se un membro dello staff di una Core Facility IFOM o Cogentech contribuisce in modo sostanziale a un lavoro pubblicato, deve essere incluso come co‑autore.
Ulteriori informazioni sono disponibili nelle sezioni Recommended guidelines e Acknowledging and citing core facilities
Esempi di contributi sostanziali che possono giustificare la co‑autorship includono:
Il supporto tecnico di routine o l’erogazione di servizi standard, di norma, giustificano il solo ringraziamento e non la co‑autorship.
Ilaria Rancati coordina la Core Facility di Modelli Cellulari e Preclinici presso IFOM, offrendo supporto ai progetti scientifici grazie alla sua esperienza in biologia cellulare, ricerca molecolare e gestione di biorepository. È responsabile delle sale colture in biosicurezza di livello 1 e 2, della biobanca, e garantisce la conformità alle normative.
Progetta e conduce corsi di formazione sulla manipolazione cellulare e sulla biosicurezza, promuovendo la crescita delle competenze all’interno del team. In passato si è specializzata nell’uso di linee cellulari immortalizzate e primarie, oltre che nella manipolazione di vettori virali. Tra le sue competenze tecniche rientrano la generazione di cellule iPSC, la coltura di organoidi CRC, la differenziazione in neuroni e cardiomiociti, e la produzione proteica su larga scala.
Attraverso il suo lavoro, Ilaria garantisce ai ricercatori l’accesso a modelli cellulari di alta qualità e a una formazione specialistica, contribuendo in modo significativo alla ricerca oncologica d’avanguardia.