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Il Premio Ippocrate per la divulgazione scientifica a Elisabetta Dejana

Pubblicato il: 09/12/2011

Milano, 9 dicembre 2011 - Assegnato ad Elisabetta Dejana il “Premio Ippocrate” per la Ricerca Biomedica, dedicato dall’Unamsi (Unione Nazionale Medico Scientifica di Informazione) a ricercatori italiani che si siano distinti per la capacità di divulgare al pubblico i contenuti della ricerca medico-scientifica. Il premio, giunto quest’anno alla tredicesima edizione, è stato consegnato alla scienziata milanese che dirige presso l’IFOM (Istituto FIRC di Oncologia Molecolare) di Milano l’unità di ricerca di Angiogenesi, nel corso della serata di Natale dell’Associazione ospitata dal Circolo della Stampa.

LA MOTIVAZIONE

Per l'importante contributo agli studi sulla formazione vascolare e lo sviluppo dei tumori. Tra le poche donne italiane con ruolo di leadership internazionale, ha ottenuto riconoscimenti prestigiosi, dall'Onorificenza di Ufficiale al Merito della Repubblica alla laurea honoris causae in Medicina dell'Università di Helsinki. Oltre 300 studi pubblicati, più di 16.000 citazioni e la collaborazione con Istituti di Ricerca e Università di tutto il mondo ne fanno una protagonista assoluta della ricerca oncologica internazionale.

Il Consiglio Direttivo UNAMSI

Elisabetta Dejana riceve il Premio Ippocrate da Francesco Brancati e Nicola Miglino, rispettivamente Presidente e Vicepresidente dell'UNAMSI

Il Presidente Francesco Brancati

Milano, 9 dicembre 2011

ELISABETTA DEJANA

Elisabetta Dejana è una scienziata di fama internazionale specializzata nella ricerca sulla formazione del sistema vascolare, responsabile del programma di Angiogenesi presso l'IFOM (Istituto FIRC di Oncologia Molecolare) di Milano, il centro di ricerca dedicato allo studio della formazione e dello sviluppo dei tumori a livello molecolare voluto e finanziato dalla Fondazione Italiana per la Ricerca sul Cancro. Fin dalla creazione dell’Istituto nel 1998, Dejana dirige l’unità di ricerca dedicata allo studio delle modalità con cui il tumore si procura il nutrimento necessario per svilupparsi, creando un suo proprio sistema vascolare, e allo sviluppo di nuovi farmaci antitumorali in grado di agire attraverso l’inibizione dell’angiogenesi tumorale. La professoressa Dejana è autrice di oltre 300 studi pubblicati sulle riviste scientifiche più accreditate a livello internazionale e i suoi lavori sono stati, nel complesso, citati più di 16,000 volte. Fa parte del comitato editoriale delle principali riviste scientifiche internazionali di biologia cellulare e ha vinto diversi premi internazionali per la sua attività di ricerca. Tra le principali ricerche condotte dalla scienziata si segnala in particolare una ricerca condotta alla fine degli anni '90 che individua nella VE-Caderina (Vascular-Endothelial cadherin) quella specifica proteina "adesiva" che, allo stesso modo di una cerniera lampo, tiene unite tra di loro le cellule del tessuto endoteliale. Lo studio osserva per la prima volta che la VE-Caderina, agendo sulla stabilizzazione della struttura vascolare, ha un ruolo chiave nel processo di vascolarizzazione dei tumori e, quindi, costituisce un importante "bersaglio" per le terapie volte all'inibizione dell'angiogenesi tumorale. Inattivando il gene di questa proteina infatti i vasi sanguigni tumorali non si formano correttamente, con la conseguenza che il tumore ‘affamato' dal mancato apporto di sangue tende a regredire e diventa più sensibile a terapie con azione mirata, senza compromettere la normale vascolarizzazione nei tessuti sani. Elisabetta Dejana si è distinta per i suoi importanti contributi in questo ambito di ricerca ottenendo riconoscimenti prestigiosi da parte della comunità scientifica internazionale e della società civile, tra cui nel 2005 l’onorificenza di Ufficiale al Merito della Repubblica assegnata dall’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e, da ultimo, la laurea honoris causae consegnatale nel 2010 dall’Università di Helsinki. Oltre all’attività di ricerca, Dejana tiene diversi corsi sulla biologia del sistema vascolare negli atenei internazionali, nonché incontri di divulgazione scientifica rivolti al pubblico, conferenze sulla comunicazione della Scienza e sulla carriera femminile nell’ambito della ricerca scientifica. Dejana è inoltre Professore Ordinario di Patologia Generale presso il Dipartimento di Scienze Biomolecolari e Biotecnologie dell'Università degli Studi di Milano e coordinatrice del programma di Dottorato della SEMM (Scuola Europea di Medicina Molecolare).

Il PREMIO IPPOCRATE

I Premi Ippocrate vengono assegnati dal Consiglio Direttivo dell'UNAMSI (Unione Nazionale Medico Scientifica di Informazione) e vengono consegnati ogni anno nel corso della Serata Natalizia dell'Associazione. Sono attribuiti a un Giornalista che si sia distinto nel corso dell'anno per la puntualità della sua informazione sui temi della Sanità, della Salute, della Ricerca biomedica; a un Medico o Ricercatore sui temi della Biomedicina, a un Professionista della comunicazione. Nella stessa occasione viene anche attribuito a un Giornalista il Premio Ezio Praturlon 'alla Carriera' e la 'Targa UNAMSI-Medtronic' per il miglior Ufficio Stampa Ospedaliero. Dal 1999 a oggi, hanno ricevuto il Premio Ippocrate, fra gli altri l'epatologo Nicola Dioguardi, il farmacologo Rodolfo Paoletti, il farmacologo Silvio Garattini, l'immunologo Alberto Mantovani, il chirurgo Lorenzo Menicanti, l'ematologa Enrica Morra, il ginecologo Sergio Pecorelli, l'oncologa Adriana Albini e altri. Fra i giornalisti sono stati premiati Livia Azzariti (Rai), Claudia Boselli (Adn-Kronos), Luigi Ripamonti (Corriere della Sera), Marco Cattaneo (Le Scienze), Gianna Milano (Panorama) e altri.





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