IFOM Francesco Blasi

Francesco Blasi

Biologo molecolare esperto nello studio dei determinanti del destino cellulare, Francesco Blasi dirige all'IFOM l'unita di ricerca Controllo della trascrizione durante lo sviluppo e nel cancro.

Blasi nasce nel 1937 a Napoli, dove si laurea in Medicina nel 1961. Completati gli studi universitari decide però di seguire la sua passione per la ricerca biologica. Parte quindi per un dottorato al Max Planck Institute of Biophysics di Francoforte, dove studia l'effetto delle radiazioni sull'attività delle proteine.

Nel 1964 rientra in Italia e inizia la propria carriera universitaria all'Università degli Studi di Napoli fino a ricoprire, a partire dal 1980, il ruolo di professore associato in Genetica.

Dal 1981 al 1984 è anche alla direzione dell'IGB di Napoli, l'Istituto Internazionale di Genetica e Biofisica del CNR voluto nel 1962 da Adriano Buzzati-Traverso.

Dal 1968 al 1970 è al National Institute of Arthritis and Metabolic Diseases degli NIH a Bethesda, nel Maryland, come ricercatore ospite nel laboratorio di Christian Anfinsen, futuro premio Nobel per la Chimica grazie ai suoi studi sulle proteine.

Nel 1970, con il bagaglio delle esperienze maturate agli NIH, avvia all'Università di Napoli il proprio laboratorio di ricerca dedicato allo studio della genetica batterica.

Sono gli anni in cui si prepara l'esplosione della biologia molecolare e delle biotecnologie. Si capisce che i geni, le unità di lavoro del DNA, devono essere "tirati fuori" dai cromosomi e messi in provetta per studiarne le funzioni e in particolare la regolazione.

Blasi riesce a isolare geni in maniera pionieristica, quando ancora non sono disponibili gli strumenti dell'ingegneria genetica, utilizzando solo tecniche genetiche e virus dei batteri e scoprenso il nuovo meccanismo di regolazione genica dell'attenuazione.

Comprendendo l'importanza e l'estrema versatilità delle emergenti tecnologie del DNA ricombinante, si reca spesso negli Stati Uniti tra il 1975 e il 1980 per approfondirle in un ambiente più consono alla ricerca scientifica. Convintosi che il cancro non è altro che una malattia della regolazione, decide di abbandonare la genetica dei batteri per dedicarsi allo studio delle cellule di mammifero. In particolare, si interessa al ruolo di alcune proteine coinvolte nei processi di adesione e migrazione cellulare, rilevanti per lo sviluppo delle capacità metastatiche da parte delle cellule tumorali. È questo il periodo in cui scopre l'urochinasi ed il suo recettore di membrana, la cui caratterizzazione e il cui ruolo nei tumori umani porta in gran parte la sua firma.

Dal 1987 al 1992 insegna Biologia Molecolare all'Università di Copenaghen. Qui nasce l'interesse verso la regolazione dei processi trascrizionali e in particolare scopre una nuova famiglia di proteine capaci, regolando la trascrizione, di determinare il destino cellulare.

Dopo l'esperienza danese è di nuovo in Italia, a Milano, dove dirige un laboratorio di ricerca presso il Dipartimento di Biotecnologie (DiBit) dell'Ospedale San Raffaele.

Alla fine degli anni 90 il San Raffaele partecipa al progetto della FIRC di creare a Milano IFOM, un istituto in cui collaborino realtà scientifiche d'eccellenza. Blasi partecipa con entusiasmo al progetto e, alla nascita dell'Istituto, è tra i primi ricercatori ad animarne i laboratori con una propria unità di ricerca focalizzata su uno dei suoi principali interessi scientifici, il Controllo della trascrizione durante lo sviluppo e nel cancro.

Nel 2010 conclude la propria carriera universitaria al DiBit e si dedica completamente alla ricerca.

Dal 2011 affianca Marco Foiani alla direzione scientifica di IFOM, in qualità di vicedirettore.

Nella storia professionale di Francesco Blasi si contano diversi riconoscimenti e oltre 290 studi pubblicati sulle più prestigiose riviste scientifiche internazionali.